lunedì 7 gennaio 2013

Torretta 2013






Capita in Torretta quando ci sono le lauree che all'interno del nostro plesso (se così lo si può chiamare) ci siano persone provenienti da altre realtà, come altre facoltà oppure non necessariamente persone provenienti dal mondo accademico.
Oggi ad esempio, sempre in Torretta durante la discussione di laurea di una mia amica, una ragazza ha notato il passaggio della gatta spelacchiata all'interno dell'aula.
“Ma è un gatto quello?” dice sorpresa.
“Si, è il gatto della facoltà” le risponde qualche studente di psicologia, come se fosse la cosa più normale del mondo. E per noi è veramente la cosa più normale, ma non del mondo in generale, piuttosto del mondo della Torretta.
Rispondiamo fieri e sorridenti a queste domande
d'altronde la gatta ci identifica e ci piace anche... oddio non a tutti eh.
Bagatta, Labessa, comunque la si voglia chiamare è ormai un simbolo della nostra... facoltà? Mmm del nostro Porto di mare? … qualcuno la chiama Casa.

Capita in Torretta che durante una lezione non faccia il proiettore, il microfono e nemmeno il riscaldamento nei mesi più rigidi. Il professore non si incazza nemmeno più, perchè si identifica nel mal funzionamento. Nemmeno gli studenti si incazzo più, alcuni perché hanno la scusa di non seguire e lasciare l'aula, altri perché come il professore si identificano nel microfono, nel proiettore e nel riscaldamento mal funzionante.
Identificarsi in qualcosa che non funziona... Capita SOLO in Torretta.

Capita in Torretta che la gente si colori viso, mani e corpo e dia sfogo alla sua voglia di creatività e che alla fine dei dei conti sia una delle poche occasioni per sentirsi bene, immaturi e buttala via l'immaturità...
essa ha in sé un potenziale enorme, è un punto di partenza, uno start up per qualcosa che spesso o meglio, qualche volta si trasforma in qualcosa di grosso, originale e geniale.
A mio parere ogni genio prima di divenire tale è stato immaturo.
Oddio... anche ogni cretino lo è stato, quindi non è che se si è immaturi si ha la certezza matematica di diventare geni. Anzi
Il trucco forse sta nel mettersi in gioco... e Capita in Torretta che qualcuno lo faccia.

Capita in Torretta che i bagni siano chiusi da una vita, che non ci sia un bar, e che le macchinette nemmeno funzionino a modo. Capita che il solaio cada sotto il peso dell'acqua, che il piazzale si allaghi per il malfunzionamento dei tombini e che nello stesso piazzale si giochi a pallone e si faccia baccano. Perchè il baccano ci identifica... ci piace (anche questo non a tutti...).

Capita in Torretta che arrivi la prima volta una matricola, la numero 4895891
smarrita, impaurita, spaesata e sola.
La matricola va ogni giorno in Torretta e segue i corsi, fa gli esami e si accorge che però il mondo dell'università (nel suo caso il mondo della Torretta) non è poi così perfetto. Dipartimenti, Decreti Legge strani, professori altrettanto strani, strumenti mal funzionanti, prospettive future incerte e insomma... la matricola pensava meglio.
Poi la matricola cresce, conosce altre matricole. Si chiedono il perchè abbiano scelto un posto come la Torretta per preparare il proprio futuro,
“ma chi ce lo ha fatto fare?”
le matricole provano a guardare bene il proprio piccolo mondo, lo osservano (o almeno dovrebbero farlo) e notano che qualcosa in fondo in fondo... fisicamente parlando, si sta muovendo.
C'è chi ha in mano un megafono, chi un microfono e parla di fronte ad un pc, chi colora, chi organizza, chi va su una bici con una ruota sola, chi gioca a pallone, chi litiga, chi stampa volantini, chi chiama a raccolta, chi gira un video e c'è anche chi a volte sta fermo, sempre laggiù, in fondo in fondo, sempre in Torretta.

Capita in Torretta
ma capita raramente
che alcune piccole smarrite, impaurite e deluse matricole vadano laggiù, in fondo in fondo e chiedano a quegli strani tipi, che in verità non sono poi così diversi, cosa stia succedendo.

Capita in Torretta che uno di questi tipi
magari sorpreso della visita delle matricole
risponda loro semplicemente
“Perchè Capita che ad un posto come la Torretta si possa voler bene....”