lunedì 13 ottobre 2014

Niente come la voce, niente come la radio



Non c'è sguardo, lacrima, tremore o sorriso che racconti l'emozione come la racconta la voce, ma non con le parole. A sua volta, la radio e solo lei valorizza il tono, le pause, le parole faticosamente scandite, senza altro stimolo che possa confondere l'attenzione di chi per caso o per passione si trova all'ascolto. Solo la radio avrebbe potuto far passare quest'emozione, nessuna pagina, nessuna post intervista in televisione, nessun documentario. 
Vai tranquillo Ugo
E non si capisce se è un eddaje che show must go on oppure un goditi questo momento, raro, se non unico tra tanti per raccontare un'ultima volta agli altri cos'è stato per te parlare a quel microfono , anche in un Livorno-Trapani, anche in un Chievo-Brescia o Avellino-Entella, dopo quarantadue anni di dirette. Niente come la voce, niente come la radio.