venerdì 11 luglio 2014

La Geist e la Cabeça


Il 7 a 1 della semifinale mondiale tra Germania e Brasile, nonostante gli estremi tecnicismi, le scarpe di colori diversi, gli schemi, le fasce, il dai-e-vai e il 4-4-2, ci dice quanto la Testa sia in grado di far finire una semifinale mondiale come una partita arrabattata tra scapoli ammogliati al campino del prete
Da una parte i tedeschi, che nella Geist altro non avevano che il pallone, la geometria e il dovere di rimanere ognuno al suo posto. Oltre l'erba nessuno, nemmeno sessantamila brasiliani che cantano l'inno a cappella. Solo il pallone nella Geist e vedrai che la Cabeça dei giallo-oro cede.
E infatti. Mentre i crucchi pensavano alle geometrie, i brasiliani pensavano a quanto mondo li stesse a guardare; ma non un mondo qualsiasi, il loro. Il mondiale dei mondiali. Se non lo vinci, non sei nessuno. E devi farlo, perché fuori casa è permessa la sconfitta, ma non nella propria terra, guai. Non ci pensar nemmeno.
Giorni prima dell'incontro uscì la notizia che vedeva la squadra brasiliana accompagnata da una psicologa, perché i giocatori piangono in continuazione. La pressione è troppo forte, l'aspettativa è un macigno sulle spalle di tutti e si è soli, dentro la propria Capeça a dover fare i conti con tutto il resto.
Un parassita che sta aspettando il momento migliore per diventare un demone e farti crollare sotto il peso di tutta quella pressione. L'animaletto intravede Muller solo in area di rigore, lo guarda segnare con il piattone e se ne esce allo scoperto. Di lì in poi è il padrone della scena, insieme ai crucchi.

Il gol di Muller è stato il tocco al primo tassello del domino. L'aspettativa diventa paura (di non realizzarla). La paura diventa fatica. La fatica diventa umiliazione. 7 a 1. Vincono quelli con la Geist in testa, non quelli con la Cabeça. Non quelli incapaci di liberarsi dei bozzoli di demone. Ma d'altra parte, chi ci riesce? I campioni, certamente. 
Una squadra troppo vanitosa, troppo brasiliana
Cantava la Bandabardò. Si, forse uno dei peggiori Brasile che io abbia mai visto, da quando sono abbastanza grande per guardare il mondiale di calcio e ricordarmelo, ma non certo così scarso da non saper almeno tentare di giocarsela con i tedeschi. Come sarebbe dovuta finire allora Argentina - Iran? 
Quella partita ci ha ricordato che la testa, vale più di ogni altra cosa, in ogni cosa. 
Una notizia che dovrebbe rallegrare gli psicologi: se Brasile - Germania diventa Vigo di Fassa - Real Madrid, solo per una questione di Cabeça, quanto potremmo essere utili? Non certo a mondiale iniziato (e psicologicamente finito), ma forse un intervento anticipato di quella psicologa, male non avrebbe fatto.