venerdì 5 aprile 2013

Grillo e le gite fuoriporta

Oggi i parlamentari del M5s sono stati convocati per una tirata d'orecchi, anzi "per due carezze". Una gita fuoriporta, per riportare gli uomini nei binari giusti. Quindi di buon mattino sono tutti saliti sui pullman che li avrebbero portati ad una destinazione a loro ignota, nota solo agli autisti e i giornalisti all'inseguimento dei mezzi che portavano gli uomini del boss al macello. I motivi della riunione sarebbero legati alla disponibilità vociferata negli ultimi giorni dei grillini a confrontarsi con il Pd, non andata affatto a genio e subito smentita da Grillo nel suo blog. La fronda dev'essere potata, all'istante.
Me li immagino, tutti mesti mesti, come gli scolari che sanno di non aver fatto bene i compiti delle vacanze pasquali e che si aspettano la strigliata dalla maestra vecchia, zitella e con il naso bitorsoluto. Il paragone sembra azzeccato,ma parliamo di gruppi diversi: la maestra cattiva e gli scolari fanno riferimento ad un'istituzione gerarchica, mentre il M5s ha avuto sempre "Uno vale uno" come motto e come principio. Dunque? E' sbagliato il paragone? O (come diceva qualche giornalista già qualche settimana fa) uno vale uno, ma alcuni sono più uni degli altri?
La questione puzza e a tapparsi il naso sono per primi gli elettori del M5s. La questione puzza e scredita il taglio democratico che Grillo aveva imposto al movimento già prima dello Tsunami Tour e scredita le possibilità di collaborazione con le altre forze politiche, fermo restando l'atteggiamento remissivo e passivo dei neoeletti cinque stelle e il bastone levato del leader, anzi del portavoce. Io non vorrei, ma soprattutto non lo vorrebbero i suoi elettori, che il movimento di Grillo da onda di cambiamento si trasformi in pozza stagnante e puzzolente in cui ogni tentativo di costruire un governo (pensandola in grande) e ogni proposta di legge (pensandola un po' meno in grande) si impantani smuovendo l'acqua putrida solo con gli insulti da un blog.
L'altra questione che puzza è quella che riguarda da vicino le persone coinvolte nella questione, ovvero i poveri neoeletti parlamentari 5 stelle: carne con gli occhi (direbbero i Marta sui Tubi), visto che le decisioni le prende il portavoce, che essendo portavoce, è anche quello che le decisioni le comunica. Eletti e bastonati insomma, rappresentanti che non rappresentano, non per incompetenza, ma per ordini dall'alto. Cambia insomma la causa, ma il risultato non cambia da quello pre-Tsunami e pre-elezioni. E' questo il cambiamento tanto sventolato? Vi prego, facciamo in modo di non arrivare a dire ancora una volta "si stava meglio quando si stava peggio", non lo sopporterei.