martedì 5 marzo 2013

Ma poi, perché una tartaruga?


Un essere simpatico, quantomeno curioso. Terrestre o marino, ma non solo d'acqua di mare, anche dolce. Qualcuno dice che campi più di cent'anni e ci sono delle isole che portano il suo nome. Galapagos, Tartaruga. 

Da piccolo ne ho avute tre, una delle quali ha vissuto almeno per sei anni. Nessuna però ha mai avuto un nome, non saprei dire il perché francamente. Erano tutte e tre Trachemys scripta elegans ovvero tartarughe dalle orecchie rosse, note anche per un temperamento piuttosto aggressivo: le mie si attaccavano con la bocca al tappo del mangime e lo stringevano con una forza sorprendente. La tartaruga è stato il mio primo animaletto domestico. Mia madre mi cantava sempre la canzone della tartaruga che prima correva correva, poi cominciò a procedere lenta lenta dopo l'incidente con un muro (ad oggi rimane la mia spiegazione più plausibile della lentezza di questo essere). 

Da sempre quindi la identifico con il mio animale preferito, il mio daimon (per gli amanti del fantasy) e spero un giorno di ammirarne un esemplare in mare aperto. Magari da vicino, visto che è già successo, ma ero sul ponte di una nave enorme e non vale. Sono anche diversi mesi che ho intenzione di tatuarmi una tartaruga stilizzata, ma evidentemente non c'ho mai pensato troppo seriamente. Ho anche scoperto che la tartaruga simboleggia anche cose che adoro: il nord (non il nord italia, il nord nord, quelle freddo, quello scandinavo e affascinante), l'inverno e soprattutto l'acqua. E' perfetta. 

Quindi spesso la disegno, l'ho scelta come simbolo del blog, me la vorrei appunto tatuare, ho decine e decine di collanine estive con appunto una tartaruga e poi... 
E poi, porca di quella puttana, è il simbolo di Casa Pound. Ma come? Perché? Ma non c'entra nulla! 
 Miserabili (direbbe Giannino), ma ormai l'ho fatta mia e da molto tempo; per me ha un significato, per altri ne avrà certamente uno diverso, ma la tartaruga di Arturo è unica ed è unica per Arturo, questo basta.