mercoledì 26 dicembre 2012

Caro 12

Caro 12,
alcuni credevano tu fossi l'ultimo della tua specie... ma si sa, i catastrofisti sono persone tristi.
Sarò sincero con te: sei stato duro. Duro, faticoso e a tratti doloroso.
La fatica è stata ricompensata quasi sempre, quasi. Ho avuto l'impressione di aver raccolto meno di quanto seminato... ma ci sta. La metafora calza a pennello visto che anche in agricoltura il raccolto non dipende solo da quanto si è seminato. Oh no. Assolutamente. Intemperie di ogni tipo si abbattono sul mio piccolo terreno. Neve, grandine, prima freddo poi caldo, prima la sfortuna, poi un errore di valutazione e così via.
La scaletta è comunque la stessa: per le feste di Natale si fa un bilancio dell'anno appena passato e si pensano i buoni propositi per il prossimo della vostra repentina e dannatamente puntuale specie. Francamente non so ancora cosa promettere a me stesso per il tuo amico 13: coltiverò l'ortica? Può darsi.

Insomma, sei passato quasi tutto; mi auguro di non avere sorprese spiacevoli nei prossimi 5 giorni e che questo sia il mio giudizio finale su di te.
Concludo nel ringraziarti, così come ringrazio tutti quelli che son passati e che come te passeranno: non ci si pensa mai, ma sono quelli come te che ci danno 365 giorni da vivere, non solo da passare.

Artu