mercoledì 26 settembre 2012

Supereroi

SuperMan non aspettava altro: era proprio lei che avrebbe voluto soccorrere, salvare e far sorridere. Perché la S che aveva nel petto era sì di SuperMan, ma era anche di Sorriso. Il Suo.
Una notte appunto sentì nell’aria della città il sentore… Lei era in pericolo. Anche a SuperMan sudano le mani e trovò difficoltà a infilarsi il suo bel mantello rosso, simbolo del suo potenziale: “Il mantello è una coperta, per riscaldarla, proteggerla e se proprio dovrò cederlo, lo farò solo per lei, questa sera!” pensava, mentre volava alto sui palazzi con puntini luminosi qua e là di finestrelle di camere di persone che come lui e lei passavano le sere fantasticando. Ma ora non era una fantasia, stava veramente andando a salvarla.
La trovò nella sua stanza, triste e malinconica seduta sul letto… Si sentì confuso e anche un po’ stupido: ma qua non c’è nessun mostro, nessun assassino, nessun ladro o alieno!
“Cosa succede?” chiese ugualmente, e si avvicinò al letto.
Solo allora notò qualcosa di strano: un tenue velo la ricopriva e non la lasciava respirare, le impediva i movimenti. Lei appariva sconsolata, con l’aria di chi non può far nulla per poter scrollarsi di dosso quel velo.
“La domanda non è giusta…” le disse lei “sarebbe più lecito se tu mi chiedessi che cosa è successo”
SuperMan si sentì ancora più stupido.
“Questo velo è il mio passato, pian piano sta sbiadendo, si sta ritirando, ma c’è ancora bisogno di tempo” continuò lei.
A quel punto lui capì che il suo mantello sarebbe stato completamente inutile, se non deleterio. L’avrebbe soffocata ulteriormente e per la prima volta si sentì frustrato e impotente.
Pensate: SuperMan, frustrato e impotente. Quale sciagura, quale disgrazia! Non avrebbe potuto salvarla!
Lei lo fece sedere accanto a sé, lo prese per mano e nonostante il velo SuperMan riuscì a sentire qualcosa, un calore nuovo, che sentì attraversare in tutto il suo corpo, scaldandogli anche il cuore. Lei sorrise, leggermente e la S nel petto di lui ebbe si illuminò debolmente, ma si illuminò! La frustrazione cominciò a far spazio alla speranza.
Quella notte fu lei con il suo velo addosso ad essere straordinaria, e non SuperMan, il supereroe dei supereroi, con tanto di mantello.