mercoledì 26 settembre 2012

L'amore ai tempi delle case in affitto

“L'educazione non prevede che si possa andar via bene, senza stare un poco male.”
Se siete studenti fuori sede, iscritti ormai da un po' ad una qualunque facoltà, se siete tra quelli a cui piacciono le cose circolari, converrete con me che è bello cambiar casa.
La prima non si scorda mai.
Il proprietario ve la mostra solitamente alla fine dell'estate, voi ve ne innamorate, più o meno e vi ci buttate dentro in compagnia di amici già conosciuti che presto risulteranno insopportabili per alcuni aspetti, o in compagnia di persone nuove, che ahimè anch'esse risulteranno insopportabili, per alcuni aspetti. La convivenza non è facile.
La stanza si riempie di voi: foto, poster, oggetti inutili, calzini in giro, fogli, foglini e fogliacci fino a diventare vostra alla cifra di 250, 290, 330 euro.
Alcuni arrivano a preferire il letto della loro casa in affitto a quello della casa dei loro vecchi, atri no
Alcuni ci portano animali di ogni genere, dai criceti ai serpenti, passando per cani, gatti e pappagalli, altri no, perchè non hanno bisogno di altri animali, i coinquilini bastano.
Turni in bagno, turni di pulizie, turni per andare a pagare l'affitto e le bollette, turni per fare la spesa, turni per studiare nella stanza più fresca... già si inizia a notare la struttura circolare della grande arte del coinquilinaggio.
Turni anche per portare fidanzati e fidanzate in casa, turni per fidanzarsi e nel mollarsi, turni nel piangere e nel sorridere, , turni nell'innamorarsi, turni per il “Io mollo!” e turni per il “Il prossimo anno rinnovo!”.
Le stanze si riempiono di oggetti e di ricordi: in ogni mattonella c'è una macchia incrostata di vino, cioccolata, pomodoro che ti ricordano una festa, una lite o un coinquilino sbadato a cui vuoi bene.
Nascono i modi di dire tipici della casa, a cui solitamente si dà il nome del padrone o della via:
Casa Volta
Casa Pippo Spano
Casa Galardi
Casa Verdi
Quando arriva l'estate solitamente ci si fanno domande e i più coraggiosi cercano di dare risposte.
Esistono svariati motivi per restare e per andarsene, ma in entrambi i casi alla fine ti accorgi di voler bene a quella casa; quindi, o ti prepari ad affrontare un altro anno all'interno della stessa e compri nuovi oggetti, nuove cose inutili fino a farla straboccare oppure inizi a passare del tempo sui siti degli annunci, a cercare scatole.
Dopo tre anni di scatole te ne servono molte, e mentre stai lì a decidere cosa buttare e cosa tenere anche nella nuova casa ovviamente ti passano di fronte tutte le esperienze e sensazioni vissute fino a quel momento. A questo punto ci sono anche quelli che ci ripensano, altri ricordano con piacere e vanno avanti, altri si chiedono cosa passasse loro per la testa mentre facevano certe cose.
Consegni la chiave: “Oh non facciamo che ci si perde di vista eh, verrai a cena qualche volta!”
“Un ultimo sguardo commosso all'arredamento e chi s'è visto s'è visto...”
Dicevamo che noi amiamo le cose circolari: siamo alla fine di un'altra estate, un altro padrone ti fa vedere un'altra casa, con altri coinquilini e tu ti innamori un'altra volta. 

1 commento:

  1. a volte è un innamoramento che ti frega,che senza rendertene conto ti fa affrontare ogni giorno piccole,e purtroppo anche non,battaglie che combatti per quello che ormai reputi essere il tuo secondo nido,mentre invece è solo una vecchia casa,con troppi difetti ed un proprietario spilorcio che quando lascerai ti farà piangere per la gioia e per la tristezza.(alla fine dell'estate mi toccherà,dopo più di 4 anni.non vedo l'ora di sperimentare queste sensazioni,nonostante tutto)

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