mercoledì 5 giugno 2013

Mamma, insegnami il terrore - da Brainstorming #2



Il terrore sta nello scoprire che in pochi mesi può succedere di tutto.
 Apici di terrore su Boston e davanti al Quirinale. Rispettivamente 15 e 28 aprile.
La cosa strana del terrore è che ci arriva sempre filtrato, come una parola ambigua che vola di bocca in bocca. Crediamo di avere accesso a tutte le informazioni di tutti i Paesi di tutto il mondo. Ed effettivamente è così.  Quando l’informazione è tosta la bocca è più aperta; a volte si fa maliziosa. Il terrore è una cosa tosta e ci arriva sempre filtrato.
Il terrore sorprende l’essere umano, perché è un altro essere umano il terrorista. Si chiama terrore perché terrorizza, ferisce ed uccide. A questo punto mi faccio e vi faccio questa domanda. Il terremoto terrorizza, ferisce ed uccide quasi sempre più di un attacco terroristico; terremoto e terrore si somigliano anche fonicamente; dunque, perché non sorprende il terrore del terremoto, quanto quello dell’attacco terroristico?
La risposta è ovvia e semplice quanto interessante: perché del terremoto non si cerca il colpevole, del terrorismo invece, dopo i soccorsi, la prima cosa ad arrivare è la rivendicazione.  E se non arriva si cercano gli attentatori.
La natura non è terrorista, perché è stata indagata, analizzata, e le risposte sono state trovate: la Natura  allora non è solo terrorista, ma terrorista di natura, questo è il fatto.
L’uomo è terrorista perché ci si aspetta il buon senso, la fratellanza,
la solidarietà e l’amore tra i popoli. Ma come la Natura, anche l’uomo è stato indagato, analizzato… e le risposte? Le risposte ci sono, ma ognuno ha la sua. Dunque l’uomo non è terrorista di natura, come la Natura. L’uomo è terrorista perché non rispetta l’aspettativa.
Il paragone uomo-Natura viene alla mente per un semplice fatto di cronaca: nelle stesse ore dell’attentato di Boston, un terremoto in Iraq ha causato centinaia di morti, distrutto villaggi e dunque terrorizzato l’Oriente; ma rispetto agli eventi di Boston e del Quirinale, certo questa notizia è passata in silenzio, forse perché lontana dall’occidentalismo, forse perché non c’è un colpevole.
Inutile scrivere le conclusioni di questa riflessione; è bene lasciare la questione sospesa: ci fa molta paura il terrore, altrimenti non si chiamerebbe così, che sia terrore umano o di natura. La domanda finale presuppone un circolo ideologico infinito: l’Uomo non è forse Natura stessa? E quindi, c’è forse differenza tra il terrore che fa scalpore e quello inesorabile degli eventi naturali catastrofici?
Ps. Non sono domande retoriche,  sono domande. Punto.

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